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Santa Maria Maddalena
Testi di Don Gaetano Squilla  maggiori info autore

Siccome il titolo della Chiesa di S. Maria Maddalena passò dopo la sua fine ad un Altare eretto nella nuova Chiesa di S. Stefano, non ho creduto del tutto estraneo a questo studio dare almeno un brevissimo cenno della Chiesa, 
edificata a circa un chilometro e mezzo dal paese di Civita d'Antino, extra moenia, fuori delle mura, come affermano i documenti. Un'antica tradizione narra che S. Francesco passasse per Civita e scegliesse fuori dell'abitato una piccola valle per pregarvi e vi dimorasse per qualche tempo. 
 
Devoti del Santo, non molto tempo dopo la sua morte, edificarono in quel luogo una Chiesa, che più tardi vi.sito Pietra di Morrone, poi Celestino V, assieme a Bartolomeo da Trasacco, suo compagno. Il convento, che fu fabbricato accanto alla Chiesa, arricchito di beni e di rendite, fu confermato ai Celestini. (1) Pare che in Civita esistessero le Monache di S. Maria Maddalena e, quando queste furono ridotte nel 1422 ad una sola, cedettero il convento ai Minori Conventuali. (2) Comunque siano le cose. non mancano notizie che parlano di S. Maria Maddalena, come ricaviamo da molte pergamene, ancora conservate nel Monastero di Trisulti. 
 
Dall'Archivio Vescovile di Sora apprendiamo che il convento dei Minori Conventuali. quando fu ridotto a qualche isolato elemento, fu soppresso nel 1651, e i beni della Chiesa di S. Maria Maddalena furono aggregati al Seminario di Sora. In quella località, ove sorgevano Chiesa e convento, esistono dei ruderi e la località continua a chiamarsi S. Francesco. Il Vescovo Salomone 
accenna ai Conventuali nei 1596, e il Vescovo Tamburelli, nella Visita Pastorale del 1639, fu cspitato nel convento dei Minori. E anche dopo la soppressione, nel 1663, il Vescovo Piccardi dimoro nel soppresso conventino di S. Maria Maddalena, ove anzi ebbe luogo, alla presenza del Vescovo e con l'intervento degli esaminatori, il concorso alla Chiesa Parrocchiale di Meta, 
allora vacante. (3) Nella relazione della Visita Pastorale di questo Vescovo abbiamo una larga descrizione della Chiesa di S. Maria Maddalena. L'ingresso principale era di pietre lavorate; al di sopra di esso, in un arco, si trovava 
l'immagine della Vergine; la Chiesa aveva la forma rettangolare; sotto il tetto non vi e;a soffitto e il pavimento era tutto lastricato. 
 
All'Altare Maggiore. di cemento, si saliva per due gradini. Nell'Icone dell'Altare la tela aveva dipinta l'immagine della Vergine Incoronata dagli Angeli nel piano superiore. mentre nel piano inferiore della tela erano dipinti al centro S. Maria Maddalena, a destra S. Francesco e a sinistra S. Antonio da Padova. In cornu Epistolae era l'Altare in cemento di S. Francesco. La statua del Santo, con la Croce nella destra, era posta in una nicchia, scavata nel muro sopra l'Altare stesso. In cornu Evangelii era l'Altare dell'Immacolata Concezione, appartenente alla famiglia Ferrante. Attigua alla Chiesa esisteva la sacristia. La Chiesa era unita al convento, consistente questo ultimo in diversi ambienti: cucina, cantina, stanze da letto, granai ed altre comodità, oltre ad orti adiacenti. Tutto pero era malamente conservato. Il Vescovo decretava che, a spese del Seminario di Sora, al quale erano passati i beni di S. Maria Maddalena al tempo della soppressione del convento, fossero nel miglior modo restaurati Chiesa e convento. 
 
Nel 1711 il convento era quasi distrutte e presentava solo un mucchio di macerie. La Chiesa era ancora in piedi ma aveva bisogno di molte riparazioni. L'Altare della Concezione gia era stato sospeso, perché non erano stati eseguiti i decreti delle Visite Pastorali precedenti; e in quell'occasione fu anche interdetto l'Altare di S. Francesco. Da tali notizie appare chiaro che, dopo il convento, anche la Chiesa aveva continuato il suo processo di disgregazione. Nel 1767 non esisteva più neppure la Chiesa di S. Maria, Maddalena e troviamo invece al suo posto, nella nuova Chiesa di S. Stefano, l'Altare dedicato a S. Maria Maddalena. Nel 1783 Sisto Y Britto, parlando della 
Chiesa di S. Maria Maddalena, lasciò scritto che essa era stata distrutta i dalle fondamenta moltissimi anni prima e il suo titolo era stato trasferito ad un Altare, eretto nella nuova Chiesa Parrocchiale di S. Stefano Protomartire. 
 
  

Note
(1) Marin - Vita S. Petri Coelestini - Libro 3, Cap. 6. 
 
(2) WADING - Ann. O. M. 1422 - N. 20. 
 
(3) Archivio Vescovile di Sora - Visita Pastorale di Piccardi. "...in suppresso Conventulo S. Mariae Maddalenae." 
 
La Chiesa di Santo Stefano in Civita d'Antino

 
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