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Quadro sintetico
civitadantino_300Il nome Antino, derivante dall'etnico Antinates. Incerta l'origine etimologica del termine. Civita d'Antino è stata studiata accuratamente e diffusamente solo in riferimento all'etá classica, quando — con il nome di Antina — era considerata una delle piú nobili e importanti cittá dei Marsi.
 
Per l'etá moderna, le notizie sono molto scarne, nonostante la citazione che del castello di Antino viene fatta nel «Catalogo dei Baroni» (sec. XII), come feudo di quattro militi sotto il conte Ruggiero d'Albe. Terremoti e pestilenze dovettero ridurre a ben poca cosa la popolazione del paese; solo verso la fine del XVIII secolo si cominció a registrare una certa ripresa, che ebbe il suo culmine verso la metá dell'Ottocento (quando Civita d'Antino registró oltre 1700 abitanti).
Sotto Gioacchino Murat, era divenuto Comune centrale, cui facevano capo i Comuni aggiunti di Castronovo, Morino, Morrea e S.Silvestro.
 
Dopo il 1816, si resero autonomi S.Vincenzo e Morino, e Civita d'Antino rimase senza frazioni (quella di Pero dei Santi, infatti, nascerá solo dopo il terremoto del 1915, e l'autonoma parrocchia di S.Lidano verrá istituita nel 1921). Negli anni immediatamente successivi all'unitá d'Italia, tutta la zona fu teatro di scontri tra piemontesi e briganti. Nonostante la crisi economica e demografica, molto si è fatto, soprattutto negli anni Cinquanta, per la rinascita di Civita d'Antino: ricostruzione del ponte fatto saltare dai tedeschi, sistemazione della strada rotabile, costruzione della rete fognante e di quella idrica (con la conseguente valorizzazione della sorgente di S.Francesco), ristrutturazione dell'impianto d'illuminazione urbana, rimboschimento delle montagne circostanti, creazione di un razionale e moderno impianto di stalle, bonifica del rione Torrione, restauro dell'antica chiesa di S. Maria (cfr. S.Maciocia). 
 
 
CENNI ARTISTICI
 

Dell'antica Antinum si conservano parti della cinta muraria e resti di edifici pubblici (come le Terme). Tra i monumenti medievali: la chiesa di S.Stefano (che poco conserva, peró, dell'antica struttura). A pochi chilometri dal paese; piccolo santuario di S.Maria del Monte (per la quale fu eseguita la «Madonna della Ritornata», un'interessante pittura contrassegnata dalla data del 1421).
Ancora fuori dell'abitato: resti del convento di S.Francesco. All'interno del paese: il Palazzo Ferrante.
 
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